Per chi soffre di troppa musica e Tecnica Alexander

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Riporto questo articolo tratto dal Corriere della sera che credo possa interessare molti fisarmonicisti.

Tendiniti, spasmi dei muscoli delle braccia, compressioni del nervo sciatico. Sono disturbi che colpiscono spesso i professionisti delle sette note. Ma a Bari da qualche anno esiste una clinica che gratuitamente si dedica alla cura di queste malattie.

Robert Schumann, a forza di applicarsi maniacalmente ad estendere l’ anulare della mano destra, si procuro’ una lesione del tendine che gli impedi’ di suonare il pianoforte per il resto della vita; il grande violinista Salvatore Accardo ha dovuto ridurre al minimo l’ attivita’ concertistica per una grave tendinite al braccio. Sono solo alcune fra le vittime illustri di quella manualita’ virtuosa, frutto di un’ impostazione didattica rigida e ripetitiva (moltissimi esercizi per il pianoforte, ad esempio, valorizzano fino allo spasimo la capacita’ estensiva della mano), nata nel ‘ 700, perfezionata nell’ 800 e arrivata quasi intatta ai giorni nostri. Che la ripetizione del passaggio difficile non abbia la virtu’ taumaturgica che le e’ stata attribuita in passato lo cominciano a pensare anche gli esperti di musica, che si stanno, invece, accorgendo di quanto sia importante comprendere meglio i guai da “superlavoro” di questo mestiere. I disturbi. “Fra i pianisti la patologia piu’ diffusa e’ la tendinite, ma si verificano anche spasmi dei muscoli dell’ avambraccio e della mano” spiega il professor Alfredo Musajo Somma, chirurgo plastico, docente di Storia della musica dell’ Universita’ di Bari e ideatore della prima Music Clinic italiana, una struttura (gratuita per il paziente) dedicata alle malattie da “troppa” musica, nata a Bari nell’ 89 al Conservatorio N. Piccinni. “E di tendinite, con le stesse localizzazioni, soffrono i violinisti, soprattutto a carico della mano, dove e’ frequente un ispessimento della guaina in cui scorre il nervo mediano a livello della superficie flessoria del polso, la cosiddetta “sindrome del tunnel carpale”. Problemi analoghi punteggiano il percorso professionale dei chitarristi, che accusano anche contratture dei muscoli della spalla, sottoposti a torsioni continue. I violoncellisti vanno facilmente incontro a compressioni del nervo sciatico per il prolungato appoggio dello strumento sulla coscia. Chi suona, infine, trombe, tromboni, clarinetto e flauto soffre spesso d’ infiammazioni della bocca e di ragadi (piccole fenditure del labbro inferiore) dovute al ristagno di saliva”. La diagnosi. Alla Music Clinic di Bari, per intravedere la cura piu’ adatta al singolo caso, prima di tutto si studia il paziente durante l’ esibizione. Si fa, poi, eseguire lo stesso brano al docente, cosi’ da verificare se c’ e’ emulazione da parte dello scolaro. Emulazione che ha quasi sempre conseguenze disastrose perche’ e’ difficile copiare gli atteggiamenti di un’ altra persona senza incorrere in vizi di posizione. Il trattamento. Cerca di eliminare i focolai d’ infiammazione dei tendini (con gli ultrasuoni, la ionoforesi), di recuperare la forza dei muscoli (con una ginnastica appropriata) ma, soprattutto, punta a ricreare una postura e un modo di muoversi corretti. E qui le cose si fanno complesse: “Spiegare al musicista che queste patologie dei tendini sono legate a un’ eccessiva e, spesso, incongrua richiesta funzionale a certi gruppi muscolari non e’ facile ed e’ spesso fonte d’ ansia”, spiega ancora Musajo Somma. “In questa fase, quindi, si rivela prezioso un supporto psicologico”. La rieducazione. “Ma e’ lo strumento stesso che puo’ trasformarsi in un analista perfetto; dobbiamo tenere presente che e’ una specie di specchio sonoro del nostro gesto”, aggiunge il maestro Giampaolo Muntoni, che collabora con la clinica barese sia come pianista sia come psicoanalista. “Spesso noi musicisti commettiamo errori di ritmica corporea, rimaniamo tesi quando non si dovrebbe (e viceversa) perche’ non siamo allenati a “sentire” il corpo. Ma se impariamo ad analizzare il gesto e il nostro rapporto con lo strumento, sara’ possibile cambiare un’ abitudine motoria sbagliata. Per quanto sembri incredibile, il solo riuscire a percepirci mentre eseguiamo un gesto musicale ci da’ gia’ la possibilita’ , mentre lo compiamo, di padroneggiarlo”. Un lavoro complesso, dunque, quello della Music Clinic: non a caso i medici che vi lavorano (gratuitamente) sono diplomati in uno strumento musicale.

Il chitarrista Derek Bailey (scomparso nel 2005) ha intitolato il suo ultimo lavoro discografico “Carpal Tunnel”, uno dei disturbi più diffusi tra i chitarristi.

La tecnica Alexander

Il fisarmonicista e insegnante di Tecnica Alexander Claudio Jacomucci.

Quel che segue è uno stralcio di un intervista a Claudio Jacomucci che potete leggere integralmente sul sito www.accordions.com

La Tecnica Alexander è una disciplina che corregge e migliora il modo in cui usiamo noi stessi (il nostro corpo, la nostra mente) nelle attività quotidiane. Ci aiuta a ritrovare equilibrio, a migliorare la nostra coordinazione, a minimizzare la tensione, a non reagire impulsivamente agli stimoli ed a prevenire fastidiosi disturbi fisici. Insomma, ad avere piú controllo cosciente su noi stessi e su tutto quello che facciamo.
Se prendiamo per esempio suonare la fisarmonica e le sue problematiche cominciamo dal supporto: anche con una “corretta” meccanica o, se vogliamo, “posizione” dello strumento e del suo interprete, per sostenere il peso, generalmente, la nostra reazione è quella di irrigidire o di afflosciare il torace accorciando la colonna vertebrale e riducendo la capacità respiratoria.
L’attività ordinaria del mantice (aprirlo e richiuderlo) provoca quasi sempre una distorsione delle spalle e del torace (specie al momento della chiusura) con un irrigidimento del collo e dello stesso torace (trattenendo il respiro).
Questo scarso supporto posturale e la sua relativa tensione si trasmette agli arti, gambe e braccia, irrigidendo polsi e limitando la libertà delle dita.
Poi ci sono i problemi specifici come l’articolazione, i grandi intervalli, le sonorità spesse, i passaggi “scomodi” e quelli “impossibili”, il bellows shake e le tecniche specifiche.
A tutto questo possiamo aggiungere problemi da risolvere come la resistenza a sedere per svariate ore durante lo studio giornaliero (spesso abbracciando pesanti strumenti) e l’impatto con il pubblico, inevitabile.
Molti musicisti (come molti professionisti che usano il corpo in attività intense e ripetitive) si ritrovano con seri problemi e senza mezzi per risolverli se non quello di ricorrere alla medicina o alla chirurgia.
[../..]Per cominciare è bene ricordarsi che i musicisti sono individui; il loro strumento principale non è l’oggetto in cui soffiano o i tasti che toccano ma il meccanismo psico-fisico, ovvero la mente ed il corpo ed il modo il cui usano questo mezzo. Durante una lezione, l’insegnante chiede all’allievo di eseguire una semplice azione (come sedersi ed alzarsi da una sedia); l’insegnante guida con le sue mani questo movimento e cerca di far render conto all’allievo in che modo sta usando il suo meccanismo primario. Alexander scoprì, infatti, che dalla coordinazione di collo-testa-schiena (controllo primario) dipende la libertà e l’equilibrio del movimento generale. L’insegnante quindi incoraggia l’allievo a non reagire impulsivamente allo stimolo di fare qualcosa e lo guida nel compiere quell’azione con piú libertà, coordinazione e controllo utilizzando il pensiero durante l’azione. Questa è la cosa più importante, fermarsi e pensare durante l’attività, non prima e dopo. Quando siamo in grado di mantenere questo pensiero senza cadere nelle abitudini di sempre, allora possiamo cimentarci in attività più complesse mantenendo l’espansione ed elasticità.

Ensemble di Fisarmoniche Classiche “Victoria”

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L’ “Ensemble di fisarmoniche classiche Victoria” affronta un repertorio estremamente vario ed originale, di compositori classici (Bach, Chačaturian, Vivaldi, Čajkovskij, Mozart), e contemporanei (Piazzolla, Bagdonas, Tamulionis, Zolotarjov, Balsys, Götz …). Appartenenti a scuole peraltro assai diverse, sono autori - questi ultimi - tutti straordinariamente attenti allo sviluppo tecnico-estetico della fisarmonica e capaci di esprimere, contemplando brani modali, tonali e dodecafonici, sonorità particolarissime, “fisarmonicisticamente avanzate”. È qui in definitiva che si costituisce l’ossatura del repertorio dell’ensemble “Victoria”.
L’ensemble ha iniziato la propria attività concertistica nel 1996, presentandosi al pubblico anche come quintetto, sestetto e settimino con apparizioni e affermazioni in rassegne e concorsi di livello nazionale e internazionale.

Dall’estate 2006, si propone al pubblico in formazione di quartetto i cui componenti sono : Stefano Bragagna, Michelangelo Felicetti, Matteo Paoli e Alessandro Zambaldi.

Articolo tratto dal sito: Ensemble di fisarmoniche classiche Victoria

Amoriental, una fisarmonica molto particolare.

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Questa fisarmonica particolare chiamata Amoriental è stata costruita da Thierry Bènètoux. La particolarità più rilevante di questo strumento è il poter suonare sia con il metodo occidentale per semitoni che per quarti di tono (come per il Garmon) per così poter eseguire le scale orientali. Per saperne di più vi invito a visitare direttamente il sito di Thierry Bènètoux: www.accordeon-thierryb.com.

Per sentire come suona e come funziona (la spiegazione è in francese) basta andare a questi link:

Reportage accordéon Amoriental 1
Reportage accordéon Amoriental 2
New Accordéon Oriental 

Motion Trio

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Raro esempio di formazione interamente composta di fisarmoniche, il trio Motion vede all’opera tre giovani musicisti polacchi, tutti di formazione prima “casalinga” e poi accademica, ormai da anni impegnati in questo curioso progetto e gia vincitori di numerosi premi internazionali. Ed ascoltandoli se ne capiscono bene le ragioni, visto che il lavoro e’ semplicemente delizioso, sia per le loro notevoli capacità strumentistiche, sia per l’abilita’ con cui cesellano e coordinano le sonorità, sia infine per l’eccellente qualita’ delle composizioni, tutte originali. Da questo punto di vista, le ispirazioni dei brani sono significative dell’apertura di sguardo dei tre musicisti, perchè non solo includono suggestioni anche molto diverse. Alcune sono pressochè obbligate per uno strumento come la fisarmonica (il tango, le atmosfere francesi e i ritmi balcanici) che comunque vengono elaborate in modo piuttosto diverso dal consueto: ascoltare la complessa e variata “Balkan Dance”, oppure “Asfalt Tango”, che destruttura lo stilema argentino, per credere. Ma oltre ad esse, vi sono numerosi riferimenti a musiche d’avanguardia e al pop. L’intreccio, di base piuttosto semplice, prevede che una delle fisarmoniche si ponga come base ritmica sui toni bassi e funga da supporto per le linee melodiche e le improvvisazioni dalle altre due (ad esempio, in “Little Story”); ma - e qui sta la bravura dei tre - le parti si scambiano con frequenza e l’intreccio si fa via via più complesso ed elaborato, cosicche ognuno ha i propri spazi di libertà ed il modo di far rilucere le sonorita’ del proprio strumento. Una proposta davvero originale, tra le più interessanti del panorama fisarmonicistico internazionale.

Articolo di Neri Pollastri tratto dal sito dei Motion Trio


Harmoneon

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Ho trovato queste due foto di una fisarmonica molto particolare. Spero di fornire delle corrette informazioni ma sono le uniche che sono riuscito a trovare. Si tratta di un harmoneon o almeno così è stato chiamato in Francia. Una fisarmonica con due tastiere identiche. È stato Pierre Monichon, insegnante e storico della fisarmonica, che ha voluto creare uno strumento da concerto che sia alla stregua del pianoforte, considerando che gli accordi preformati sono sempre stati argomento di polemica negli ambiento classici. Il primo modello è stato fabbricato da Busato, a Parigi.  Questo doveva essere nelle intenzioni iniziali il modello di riferimento del conservatorio. Ma il sistema a convertitore e bassi sciolti lo a superato. Esistono harmonéons con le note gravi in fondo e altri in cima e su questo punto chi sosteneva che le note gravi in fondo erano più logiche per ricostituire la tastiera del pianoforte. I bottoni della sinistra sono più gravi rispetto alla destra. E’ stato scritto anche un metodo di fisarmonica da concerto per questo strumento.

Questa è un altra foto curiosa di una fisarmonica che applica lo stesso sistema ma con tastiera:

Gogol Bordello, la fisarmonica nel punk.

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I Gogol Bordello sono un gruppo musicale che nella propria musica esuberante mescola reggae, punk, hip hop e musica tradizionale ucraina, dando vita ad un genere che è stato definito come gipsy punk.
Gli strumenti musicali che usano sono i più diversi e non manca mai la fisarmonica suonata da Yuri Lemeshev. Un critico li ha descritti come i Clash che litigano con i Pogues, nell’est Europa.
Il loro suono è molto energetico e veloce, e le performance dal vivo sono rese spettacolari dalle coreografie, dalle due percussioniste e dall’estro del cantante.

Formatosi in un quartiere di New York nel 1993, sono conosciuti per i loro spettacoli frenetici e teatrali. Molte delle loro canzoni traggono ispirazione dalla musica tzigana, anche perché la maggior parte dei componenti è immigrato dall’Europa orientale, a partire dal loro leader Eugene Hütz allontanatosi dalla repubblica sovietica nel 1986 a causa del disastro di Chernobyl ed approdato a New York nel 1993. Qui conosce Vlad Solofar, Sasha Kazatchkoff ed Eliot Fergusen, quest’ultimo aggiunge una nota rock al suono del gruppo. Successivamente si unisce il violinista Sergei Riabtsev, già direttore teatrale a Mosca e perfetto per dare una ulteriore dose di bizzarria alla band. Si possono trovare molti video su YouTube. (Articolo tratto e riassunto liberamente da Wikipedia)
www.gogolbordello.com

Cathie Travers

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E’ grazie all’amico nonchè virtuoso fisarmonicista Tony Sganga dell’International Accordion Forum, che ho scoperto la fisarmonicista australiana Cathie Travers. Dopo aver visto e ascoltato tutti i suoi video su youtube ne sono rimasto affascinato. Una piacevolissima musicista che senza eccessi di virtuosismo riesce ad emozionare con la sua forza espressiva e il suo modo pulito di suonare.

Cathie Travers

Canale video Cathie Traves.

www.cathietravers.com

SwingJO

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SwingJO è un sito francese che per gli appassionati di fisarmonica vale assolutamente la pena di visitare. Amministrato dal simpatico Tony e dedicato a Jo Privat, alla fisarmonica allo swing e al valzer musette. Al suo interno si possono trovare innumerevoli informazioni, link, trascrizioni, video, recensioni, spartiti nonchè un ottimo forum. Naturalmente il tutto in lingua francese.

Cliccare sull’immmagini sopra per accedere a SwingJO.

Accordionon’s Digest

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Anche se con notevole ritardo pubblico la segnalazione dell’uscita di Accordion’s Digest.

Cari amici, AccordionPlanet è felice di annunciarvi l’uscita del primo numero di Accordion’s Digest, il nuovo mezzo di informazione gratuita tutto italiano legato al mondo della fisarmonica !
E’ disponibile nei formati PDF e nel formato HTML che potrete leggere on line.
E’ stata prevista anche la possibilità di ottenere una traduzione automatica in lingua inglese.
Non è il massimo naturalmente, ma almeno anche le persone di lingua inglese ne potranno afferrare il senso.
Potete trovarlo a questo link :
http://www.accordionplanet.net/site/viewtopic.php?p=16#16

Il prossimo numero uscirà a Ottobre 2008. Se volete continuare a ricevere i prossimi numeri di Accordion’s Digest vi prego di inviare una e-mail al seguente indirizzo : redazione@accordionplanet.net .

Ricordate che siamo a vostra completa disposizione per pubblicare tutto quello che volete sul mondo della musica e della fisarmonica !
Inviate il vostro materiale all’indirizzo : redazione@accordionplanet.net .

La Redazione
www.accordionplanet.net

Dear friends, AccordionPlanet is very happy to announce the release for the first issue of Accordion’s Digest, the new free Italian magazine in the accordion world !
It is available in PDF and HTML format.
It is in italian language, but you can obtain an automatic english translation. It is not a good translation, but it is the best we can offer you !
You can find it at this link:
http://www.accordionplanet.net/site/viewtopic.php?p=16#16

The next edition will be published in October 2008. If you wish to continue to receive future issues of Accordion’s Digest please send an e-mail to: redazione@accordionplanet.net.

Remember that we are at your disposal to publish everything you want about the world of music and accordion !
Send your materials at : redazione@accordionplanet.net

La Redazione
www.accordionplanet.net

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