Accordion jazz.

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Una interessante pagina dedicata all’accordeon jazz, Tommy Gumina,  Art Van Damme, Kenny Kotwitz e altri grandi del presente e del passato creata dall’amico fisarmonicista Antonello Messina. Notizie, video e curiosità: 

www.antonellomessina.it

Ecco come Antonello nelle note presenta il suo lavoro:

“Questa pagina è dedicata all’accordeon jazz, senza la pretesa di voler aggiungere nulla a quanto non sia gia’ stato espresso, o non si trovi gia’ a disposizione di tutti su Internet. La mia personale sensazione è che i “vecchi” fisarmonicisti di cui leggerete qui sotto abbiano detto e fatto in passato meglio e piu’ di quanto si stia facendo oggi. Contrariamente a quanto si vuol far credere a proposito di una presunta “rinascita” dello strumento, in verita’ la fisarmonica è pressocché scomparsa dalle grandi orchestre jazz, forse non a caso. Credo la colpa sia da ricercare soprattutto nelle nuove generazioni di fisarmonicisti, troppo impegnati alla ricerca spasmodica di consensi, ed ancora in inutili competizioni, concorsi, premi e altre aberrazioni che poco hanno a che fare con la musica, e con la crescita di questo strumento. E’ chiaro che quanto affermo è opinione personale, e comunque delle distinzioni possono e devono essere fatte. Ma il passato supera ampiamente il presente. Non occorre certo grande esperienza per rendersene conto, credo sia sufficiente scorrere questa pagina .

(Antonello Messina)

Vita, suono, analisi su Art Van Damme

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Un interessante pagina su Art Van Damme  con storia, analisi musicale, trascrizione di un suo assolo e molto altro scritta dal fisarmonicista Mirko Fazzi si trova a questo indirizzo www.mirkofazzi.com . Sul sito inoltre si possono trovare molte altre trascrizioni di assoli per fisarmonica.Ringrazio Mirko Fazzi (nella foto) per questa segnalazione e per l’ottimo lavoro svolto.Mirko Fazzi

Art Van Damme: una vita “improvvisata”.

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Il 15 febbraio 2010 si è spento il padre della fisarmonica jazz Art Van Damme.

Lo ricordo con questo articolo tratto da Jazzitalia e scritto da Renzo Ruggieri e Gianluca Casadei.

Art Van Damme, ancora in piena attività nonostante l’età non più giovanissima, resterà certamente alla storia della fisarmonica come uno dei più grandi talenti di sempre in grado di confrontarsi senza timori con schiere di eccelsi musicisti, tanta è infatti la sua capacità di stupire e di affascinare con la sua bravura generazioni di appassionati di jazz.

Fisarmonicista statunitense di origine belga nato nel 1920 e cresciuto a Chicago, impara a suonare sullo strumento di marca Victrola di suo padre e si segnala presto come un vero enfant prodige. Il musicista a cui fin da adolescente si ispira è in particolare Benny Goodman (Benjamin David, Chicago, 30 mag 1909 - 20 giu 1986) i cui assoli trascrive e adatta per la fisarmonica e a cui verrà spesso in seguito accomunato per la comune origine di studi classica, la straordinaria tecnica e la creatività nell’improvvisazione.

Inizia la sua carriera come solista alla fine degli anni Trenta, si esibisce in diverse formazioni per poi passare al duo, al trio, al quartetto e al quintetto verso la metà degli anni Quaranta. Nel quintetto, la sua formazione preferita, la fisarmonica è affiancata da vibrafono (il fedele Chuck Calzaretta), chitarra, contrabbasso e batteria. Dice più tardi a proposito: “Quando ero al liceo iniziai a suonare in trio con fisarmonica, chitarra e contrabbasso e con questo gruppo suonammo nei clubs per un paio d’anni. Poi aggiunsi un altro fisarmonicista ma non ero soddisfatto: optai per sostituirlo allora con un vibrafono e l’esperimento funzionò, qualche tempo dopo introdussi anche la batteria: sentivo che finalmente questo era il suono con cui continuare“.

Con il quintetto Art Van Damme sigla un importante contratto discografico con la Capitol Records, realizzando nel periodo dal 1952 al 1965 circa una dozzina di album tra cui The Van Damme Sound, Martini Time e The Art of Van Damme.

Il suo stile, a tratti dirompentemente bop, ha influenzato certamente il suono di decine e decine di fisarmonicisti jazz venuti dopo di lui: è stato Van Damme il primo, ad esempio, ad usare con continuità registri timbrici più ovattati come il cassotto, rispondendo ad una personale e precisa ricerca stilistica e sonora.

Ha inciso qualcosa come quaranta album ed i referendum della rivista specializzata Down Beat lo vedono dominare la scena per dieci anni di fila nella speciale categoria degli strumentisti vari. Ha tenuto concerti alla Radio, alla Tv e un po’ ovunque, dal Desert Inn a Las Vegas, al Blue Note a New York, ancora al Disney World in Florida, è stato invitato a suonare in Europa almeno una quarantina di volte. Nell’ultimo anno e mezzo (2005) ad esempio, è stato un paio di volte in Italia, ospite al Concorso di Fisarmonica i Benevento e recentemente al Jazz Accordion Festival di Pineto.

Van Damme ama ricordare che in più di cinquant’anni di carriera i molteplici e costanti impegni artistici gli hanno impedito di studiare al punto da aver suonato a casa propria complessivamente per un tempo non superiore alle sei ore.

Un critico di lui ha scritto una volta che la sua mano destra corre con una velocità e una lucidità di tocco tali da sfidare i presunti limiti dello strumento riuscendo però, allo stesso tempo, ad enfatizzare i contorni lirici di una frase melodica. A questo aggiunge un buon controllo della pressione del mantice cosa che gli permette dare il giusto accento ad ogni nota che suona.

Curiosamente sulla fisarmonica è ancora convinto che non sia lo strumento jazz ideale: “Il fatto che noi fisarmonicisti abbiamo due tastiere controllate da un’unica forza è un problema. Mi riferisco in particolare al mantice che è la risorsa di entrambe le tastiere e che dovrebbe essere usato con lo stesso groove con cui soffiano nello strumento i trombettisti o i sassofonisti. Un pianista è libero di usare una o l’altra mano come più gli piace, cosa non permessa a noi fisarmonicisti…“.

Articolo tratto da Jazzitalia.

Ciao Art!

Rune Larsen

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Rune Larsen è un eclettico e geniale compositore e fisarmonicista norvegese con uno stile molto particolare nel suonare e intendere la fisarmonica. Il suo canale youtube vale sicuramente una visita, molte originali interpretazioni (dove lui compare spesso mascherato) da Libertango a brani jazz, blues e addirittura metal. Molti anche i video curiosi (la sirena della polizia, la finta fisarmonica). Geniale inoltre di la sua interpretazione di Tea for two.

Il suo sito ufficiale.

Rune Larsen Myspace.

Marco Fratantonio

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Chi era Marco Fratantonio?

Marco Fratantonio fisarmonicista Svizzero (di origini italiane) quattro volte campione d’Europa di fisarmonica (due da solista e due in coppia), oltre 500 concerti tra Europa e Nordamerica. Con Giorgio Conte, Rossana Casale e il cantautore italiano Luca Ghielmetti sul palco del prestigioso “Premio Tenco” di Sanremo. E’ stato interprete, rinomato strumentista d’appoggio, nonché valido autore. Il suo nome era noto ai massimi esponenti della fisarmonica a livello mondiale, come il M. Peter A. Soave e innumerevoli altri artisti di livello internazionale. Molteplici infatti sono stati gli incontri, le sue amicizie e le sue collaborazioni con i grandi nomi del panorama della musica italiana, europea e nordamericana cantautoriale, jazz, leggera e per film. Basti citare Georges Moustaki (artista, cantautore, compositore, paroliere, musicista e poeta francese d’origine greca che ha scritto brani per Yves Montand, Serge Reggiani, Dalila nonché la storica Milord di Édith Piaf), Lucio Fabbri (polistrumentista e produttore italiano, già collaboratore di Demetrio Stratos degli Area, Eugenio Finardi, violinista della Premiata Forneria Marconi-PFM, direttore d’orchestra del Festival della canzone italiana di Sanremo, storico arrangiatore dei brani di Fabrizio De Andrè), Roy Paci, Rossana Casale, Nelson Veras, Giorgio Conte e molti altri.
Marco Fratantonio ha anche all’attivo un proprio lavoro discografico, pubblicato nel gennaio 2004, dal titolo “Origini” del quale consiglio vivamente l’ascolto, per bravura, gusto e sensibilità musicale (potete trovare una recensione  di Paolo Picchio su AccordionsWorldwide).

Il 5 luglio del 2007, Marco Fratantonio ha smesso per sempre di suonare la sua fisarmonica.

Per saperne di più visitate il sito dell’associazione culturale “Origini” a lui dedicata (e dal quale ho tratto le informazioni di questo articolo).

Ensemble di Fisarmoniche Classiche “Victoria”

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L’ “Ensemble di fisarmoniche classiche Victoria” affronta un repertorio estremamente vario ed originale, di compositori classici (Bach, Chačaturian, Vivaldi, Čajkovskij, Mozart), e contemporanei (Piazzolla, Bagdonas, Tamulionis, Zolotarjov, Balsys, Götz …). Appartenenti a scuole peraltro assai diverse, sono autori - questi ultimi - tutti straordinariamente attenti allo sviluppo tecnico-estetico della fisarmonica e capaci di esprimere, contemplando brani modali, tonali e dodecafonici, sonorità particolarissime, “fisarmonicisticamente avanzate”. È qui in definitiva che si costituisce l’ossatura del repertorio dell’ensemble “Victoria”.
L’ensemble ha iniziato la propria attività concertistica nel 1996, presentandosi al pubblico anche come quintetto, sestetto e settimino con apparizioni e affermazioni in rassegne e concorsi di livello nazionale e internazionale.

Dall’estate 2006, si propone al pubblico in formazione di quartetto i cui componenti sono : Stefano Bragagna, Michelangelo Felicetti, Matteo Paoli e Alessandro Zambaldi.

Articolo tratto dal sito: Ensemble di fisarmoniche classiche Victoria

Motion Trio

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Raro esempio di formazione interamente composta di fisarmoniche, il trio Motion vede all’opera tre giovani musicisti polacchi, tutti di formazione prima “casalinga” e poi accademica, ormai da anni impegnati in questo curioso progetto e gia vincitori di numerosi premi internazionali. Ed ascoltandoli se ne capiscono bene le ragioni, visto che il lavoro e’ semplicemente delizioso, sia per le loro notevoli capacità strumentistiche, sia per l’abilita’ con cui cesellano e coordinano le sonorità, sia infine per l’eccellente qualita’ delle composizioni, tutte originali. Da questo punto di vista, le ispirazioni dei brani sono significative dell’apertura di sguardo dei tre musicisti, perchè non solo includono suggestioni anche molto diverse. Alcune sono pressochè obbligate per uno strumento come la fisarmonica (il tango, le atmosfere francesi e i ritmi balcanici) che comunque vengono elaborate in modo piuttosto diverso dal consueto: ascoltare la complessa e variata “Balkan Dance”, oppure “Asfalt Tango”, che destruttura lo stilema argentino, per credere. Ma oltre ad esse, vi sono numerosi riferimenti a musiche d’avanguardia e al pop. L’intreccio, di base piuttosto semplice, prevede che una delle fisarmoniche si ponga come base ritmica sui toni bassi e funga da supporto per le linee melodiche e le improvvisazioni dalle altre due (ad esempio, in “Little Story”); ma - e qui sta la bravura dei tre - le parti si scambiano con frequenza e l’intreccio si fa via via più complesso ed elaborato, cosicche ognuno ha i propri spazi di libertà ed il modo di far rilucere le sonorita’ del proprio strumento. Una proposta davvero originale, tra le più interessanti del panorama fisarmonicistico internazionale.

Articolo di Neri Pollastri tratto dal sito dei Motion Trio


Gogol Bordello, la fisarmonica nel punk.

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I Gogol Bordello sono un gruppo musicale che nella propria musica esuberante mescola reggae, punk, hip hop e musica tradizionale ucraina, dando vita ad un genere che è stato definito come gipsy punk.
Gli strumenti musicali che usano sono i più diversi e non manca mai la fisarmonica suonata da Yuri Lemeshev. Un critico li ha descritti come i Clash che litigano con i Pogues, nell’est Europa.
Il loro suono è molto energetico e veloce, e le performance dal vivo sono rese spettacolari dalle coreografie, dalle due percussioniste e dall’estro del cantante.

Formatosi in un quartiere di New York nel 1993, sono conosciuti per i loro spettacoli frenetici e teatrali. Molte delle loro canzoni traggono ispirazione dalla musica tzigana, anche perché la maggior parte dei componenti è immigrato dall’Europa orientale, a partire dal loro leader Eugene Hütz allontanatosi dalla repubblica sovietica nel 1986 a causa del disastro di Chernobyl ed approdato a New York nel 1993. Qui conosce Vlad Solofar, Sasha Kazatchkoff ed Eliot Fergusen, quest’ultimo aggiunge una nota rock al suono del gruppo. Successivamente si unisce il violinista Sergei Riabtsev, già direttore teatrale a Mosca e perfetto per dare una ulteriore dose di bizzarria alla band. Si possono trovare molti video su YouTube. (Articolo tratto e riassunto liberamente da Wikipedia)
www.gogolbordello.com

Cathie Travers

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E’ grazie all’amico nonchè virtuoso fisarmonicista Tony Sganga dell’International Accordion Forum, che ho scoperto la fisarmonicista australiana Cathie Travers. Dopo aver visto e ascoltato tutti i suoi video su youtube ne sono rimasto affascinato. Una piacevolissima musicista che senza eccessi di virtuosismo riesce ad emozionare con la sua forza espressiva e il suo modo pulito di suonare.

Cathie Travers

Canale video Cathie Traves.

www.cathietravers.com

Festival jazz Manouche

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loeffler

L’Associazione Jazz Manouche Django Reinhardt comunica a tutto il suo pubblico che la 7^ edizione del Festival Internazionale Jazz Manouche Django Reinhardt si terrà nelle date del 18-19 e 20 Settembre 2008 nella città di Rivoli, sulle strade del centro storico e nel teatro della “Maison Musique”.

Per tre giorni Rivoli ospiterà gruppi musicali provenienti da tutta Europa per far scoprire la musica del popolo Manouche, resa famosa dall’incontro di un loro figlio, Django Reinhardt, con il jazz americano degli anni ‘30, il valzer musette francese e la tradizione gypsy.

Tra i partecipanti da segnale la presenza del fisarmonicista Marcel Loeffler e per la prima volta gli amici Gypsy Quartet .

Gypsy quartetGypsy quartet

 

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