La Guinguette à roulettes !

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“La Guince” è un gruppo musicale francese di swing e musette composto da due chitarre una fisarmonica e un contrabbasso che riprende la tradizione delle Guinguette. Come si può vedere dalle foto la particolarità del gruppo è l’aver allestito un palco mobile su una roulotte!

La “Guinguette” è un cabaret popolare nato verso il 1890 nei ristoranti dei sobborghi parigini, che spesso si trasformavano in un luogo di ballo. La loro ascesa arriva fino agli anni ‘60, negli ultimi vent’anni hanno avuto una certa rinascita.  Alcuni affermano che il termine viene dal guinguet, che designa un piccolo vino bianco e aspro, altri sostengono che guinguette è all’origine del vino detto guinguet. La maggior di questi locali si trovavano (e alcuni si trovano ancora) sui bordi della Senna e della Marna fino all’entrata di Rouen. Alcune guinguettes si trovavano tuttavia lontane dai fiumi. C’erano centinaia di guinguettes fino a Nogent sur Seine.

 

dentro la roulotte!

Per ulteriori informzioni, foto e video visitate il sito La Guince

Fausto Beccalossi su MySpace

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Il fisarmonicista jazz Fausto Beccalossi finalmente su MySpace, dove è tra l’altro possibile ascoltare un suo brano.

Beccalossi-MySpace 

E su YouTube

La rinascita della fisarmonica

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Riporto qualche passaggio di un interessante articolo di Eugenia Marini dal titolo “La rinascita della fisarmonica“. 

“Fisarmonica, strumento giovane, affascinante, moderno; attributi questi che contrastano con l’immagine stereotipata che si ha dello strumento. Utilizzata efficacemente nella musica leggera, nel folk, nel jazz e recentemente anche nel rock, offre ora le sue ance ed il suo mantice, la sua voce e il suo respiro, alla musica del nostro tempo. Dopo che ormai si è scoperto tutto sugli strumenti più celebrati, fin quasi a smontarli per trarre da essi l’effetto novità, la fisarmonica si offre alla fantasia degli autori contemporanei, pronta a farsi sollevare quel velo di incomprensione nel quale è stata troppo a lungo avviluppata ed a mettere a disposizione tutto il suo ventaglio di colori e di suoni, oltre alla sua grande versatilità. […] diversamente da quanto si crede, ha avuto i suoi albori in ambienti aristocratici, ambienti che non volevano lasciarsi sfuggire la ghiotta occasione di essere padrini di uno strumento dall’avvenire prevedibilmente brillante. Chi avrebbe detto che tutti gli studi effettuati a partire dal ‘400 sull’utilizzo dell’ancia metallica per conferire una voce espressiva, una “vox-umana” all’organo, avrebbero portato nel primo ‘800 all’ideazione di uno strumento nuovo, la fisarmonica, e alla reinvenzione dell’utilizzo di un principio sonoro antichissimo, quello dell’ancia libera, conosciuto da millenni in Oriente, ma praticamente ignorato in Occidente? Creatura sonora annunciata quindi, ma anche frutto di una certa casualità, se pensiamo all’apporto forse decisivo arrecato da quel bizzarro J.G. Kratzenstein, eminente fisico e matematico tedesco che un po’ per soldi, un po’ per bisogno di fama, decise di partecipare a un curioso concorso indetto nel 1779 dall’Accademia delle Scienze di S. Pietroburgo. Si trattava di costruire una macchina parlante in grado di imitare con i suoni le 5 vocali dell’alfabeto. Kratzenstein raccolse tutte le sue cognizioni sul funzionamento dell’apparato vocale umano e probabilmente si ricordò di un’esperienza musicale risalente a qualche anno prima: l’ascolto di un Tcheng, antichissimo aerofono cinese ad ancia libera, suonato da un padre gesuita di ritorno dalla Cina, strumento sul quale, si può presumere abbia fatto un’ispezione, dati i suoi interessi in campo acustico. Il risultato fu una curiosa “talking-machine” ad ancia in grado di vocalizzare, un marchingegno che diventò, involontariamente, il punto di riferimento di ricerche successive, più musicali e meno onomatopeiche, sull’utilizzo dell’ancia libera. Molte botteghe artigiane in tutta Europa, Italia compresa, furono pervase da un grande fervore nel tentativo di dare una veste ed una voce occidentale al fascino esotico del Tcheng; sembra che non sia risultato estraneo il consiglio di un attento maestro orologiaio che aveva notato che un antico orologio ad ancia metallica posto su una torre di S. Pietroburgo era in grado di emettere piacevolissimi rintocchi flautati. […] la vediamo commentatrice efficace di films muti nei cinema di mezza Europa e potente evocatrice dei bisogni degli umili e dei diseredati nelle partiture di Kurt Weill, strumento non eroico, ma nel quale la guerra trova le sue lacrime. In Italia è strumento dell’aia e dell’osteria, luogo quest’ultimo di estrema difesa dei valori più profondi dei fatti comunicativi. La osserviamo nell’arco di circa un secolo nella sua veste sempre un po’ dimessa, mai in prima linea, mai all’avanguardia o al passo con l’arte del comporre del proprio tempo, quasi avesse la volontà deliberata di non voler recidere quel cordone ombelicale che la legava alla tradizione, al proprio passato, con quell’abbraccio stretto e simbolico tra esecutore e strumento, che rende quest’ultimo propaggine immediata del cuore e del respiro umano. […] “
Eugenia Marini 

Per la lettura dell’articolo in versione integrale cliccare qui, per il suo sito: Eugenia Marini

 

..che musica starà suonando?

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fisarmonicista in erba

Il valzer musette

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Jo Privat

Il valzer musette è un valzer che possiamo definire del popolo. Esso si sviluppò agli inizi del ‘900 in Francia, in contrapposizione al valzer viennese che, grazie all’opera degli Strauss, era diventato il ballo della nobiltà e della borghesia, acquisendo caratteristiche musicali e sonorità che richiamavano atmosfere militari e guerresche. Le classi sociali più umili, pur amando il ritmo ternario, rifiutavano le forme auliche che caratterizzavano il valzer, giunto al suo massimo livello di successo e consegnato ad orchestre famosissime. Pertanto, si crearono le premesse perchè nascesse un valzer alternativo, con contenuti culturali legati ai problemi umani e personali della quotidianità, e con musicalità legate ad un antico strumento: la musette (da Wikipedia: la Musette de cour o semplicemente Musette è la zampogna francese) attraverso una sintesi tra ritmo ternario, movimenti fondamentali del valzer e contenuti culturali popolari, diventò VALZER MUSETTE, il cui strumento musicale, caduta in disuso la musette, fu la fisarmonica.
Dalla Francia, con Gus Viser, Marcel Azzola, Jo Privat (nella foto), ecc., arriva lo Swing Musette una sorta di tempo 3/4 con accenti che dividono la battuta in due movimenti simili, con frasi sincopate e andamento jazzistico; in Italia abbiamo Gorni Kramer (e in seguito i suoi collaboratori: Wolmer Beltrami e Peppino Principe), che, con le sue composizioni e i suoi arrangiamenti, è considerato il padre italiano della Fisarmonica Jazz.

Tratto dal sito  Atelier de Swing