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Il Notiziario dell’International Accordion Forum Numero 1 / Luglio 2008
by
AccordionPlanet PRESENTAZIONE Cari lettori, è un piacere presentarvi il primo
numero di ACCORDION'S DIGEST, il notiziario dell'International Accordion
Forum by Accordion Planet. Ormai è passato un bel po' di
tempo dalla nascita del Forum Internazionale della Fisarmonica e sentivamo
l'esigenza di uno strumento utile a raccogliere in modo ordinato i preziosi
messaggi inviati dai nostri utenti che altrimenti avrebbero rischiato di
perdersi in mezzo alla mole di informazioni che ogni giorno vengono postate. Questo è il motivo principale che
ci ha spinto a creare Accordion's Digest, ma naturalmente non è l'unico. Molti artisti e appassionati di fisarmonica insieme a molti altri operatori del settore come costruttori, editori, associazioni, scuole e altri spesso non hanno facile accesso a servizi gratuiti che consentono loro di parlare al mondo della propria attività. Si sentiva perciò il bisogno di "un grande focolare" attorno al quale radunare la loro voce : oggi finalmente esiste e si chiama Accordion's Digest. Inviateci perciò tutto il
materiale che desiderate pubblicare sul nostro notiziario e senza dubbio faremo
di tutto per accontentarvi. Il materiale potrà essere inviato al seguente
indirizzo di posta elettronica : redazione@accordionplanet.net La Redazione di Accordion’s Digest
E' nata la
prima Orchestra di Fisarmoniche Digitali nel mondo. The Musictech Digital Accordion Orchestra. si esibirà per la prima volta nel suo luogo di
nascita a Castelfidardo
La prima esibizione della Musictech
Digital Accordion Orchestra è prevista nel mese di
Ottobre 2008 con un concerto presso il Teatro Astra di
Castelfidardo in occasione del Festival della Fisarmonica
Questa rappresentazione darà modo
a persone provenienti da ogni parte del mondo di ascoltare dal vivo tutte le
possibilità che la Digital 50 è in grado di aggiungere ad uno strumento
considerato tradizionale per eccellenza. Il Music Maker Digital 50,
l'ultima generazione di fisarmoniche in veste digitale, è frutto della
collaborazione tra ingegneri, artigiani e musicisti di fama mondiale. Con
questa linea di prodotti Musictech ha voluto creare uno
strumento vero il cui suono è prodotto in maniera digitale anziché attraverso
ance che vibrano al suo interno. L'idea di questo progetto nasce
dal fortissimo desiderio di riportare l'attenzione dei giovani e di tutti
coloro che fanno musica verso uno strumento come la fisarmonica che, grazie al
supporto tecnologico, possiamo ormai definire "modernamente
antico". Finalmente la nostra amata fisarmonica, che stando alle statistiche sta gia vivendo una stagione positiva, potrà riappropriarsi degli spazi che merita in un mondo dove senza i valori della tradizione non sarebbe più possibile alcun progresso. Donato Di Tullio Notizie Flash UN ABRUZZESE
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Donato Di Tullio e 2 sono composizioni del M° Gennaro Ruffolo,
grande virtuoso della fisarmonica, che ha anche magistralmente interpretato
tutta la musica dell'album. Gli arrangiamenti sono stati curati dal M°
Roberto Zorzo, grande musicista e compositore, nonchè collaboratore
della GDE Edizioni Musicali. Virtual Accordion contiene diversi generi musicali (liscio, dance, musica leggera, musica classica) e si propone di illustrare gran parte delle potenzialità tecnologiche e musicali legate ad uno strumento (il Music Maker Digital 50) che raccoglie in se tutta l'esperienza di ingegneri, artigiani e fisarmonicisti di grande calibro come il M° Giancarlo Caporilli al quale è dedicato anche un brano nel CD dal titolo "Astor in my mind".
Molti hanno manifestato il proprio apprezzamento sia per la musica, sia per gli arrangiamenti che per la straordinaria interpretazione del M° Gennaro Ruffolo e alcuni hanno anche detto che, se non lo avessero letto nelle informazioni contenute sulla copertina, non si sarebbero mai accorti che la musica è prodotta in realtà da una fisarmonica digitale priva di voci. Ecco i titoli dei brani : Tenderesse Musette
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Poche
città possono permettersi il vezzo di essere identificate con il prodotto
dell'ingegno e del lavoro dei propri abitanti. Castelfidardo è una di queste: è
la città della fisarmonica. Qui
è nato, nel 1863, il primo organetto italiano. Qui sorsero, o hanno sede,
industrie che costruirono e continuano a firmare la storia della fisarmonica.
Qui, dal maggio 1981, nel secentesco palazzo comunale, è ospitato il
"Museo internazionale della fisarmonica", pregevole raccolta storica
di strumenti, statuine, fotografie, spartiti musicali, attrezzi originali per
la costruzione della fisarmonica. Qui, a testimoniarne per immagini la vitalità,
dal luglio 1987 è allestita una collezione di francobolli con fisarmonica, che
illustra l'uso, nel mondo intero, ieri come oggi, a tutte le età e per tutte le
occasioni, di questo straordinario strumento musicale. Con
più lamelle, di varia dimensione e di diverso spessore, si ottengono più suoni:
allora, se si soffia (o si aspira) su queste lamelle ordinate in una scatoletta
rettangolare, ho l'armonica a bocca; se, invece, sugli alloggiamenti delle
lamelle collego delle valvole, comandate da bottoni o tasti per la loro
apertura e chiusura, e con le braccia aziono un mantice (in greco: füsa) che
produca aria tirandolo o comprimendolo, allorquando pigio quei tasti o bottoni
si ottengono dei suoni (in greco: armonichè), ho la fisa‑armonica, un
"mantice armonico". Il
francobollo nasce qualche anno più tardi, nel 1840, in Gran Bretagna, come
conseguenza della riforma postale ideata da Sir Rowland Hill, che già nel 1837
aveva pubblicato un saggio sull'argomento. In pratica, venne adottato un tariffario
uniforme (valido cioè per tutti) per il trasporto della corrispondenza
all'interno dei Regno Unito indipendentemente dalla distanza ricoperta, con il
pagamento dei porto a carico dei mittente (e non più del destinatario, come era
avvenuto normalmente fino ad allora): un'etichetta gommata da applicare sulla
busta, cioè un "bollo" (dal valore dichiarato, perché scritto
sull'etichetta), rendeva “franco" (vale a dire, già pagato) il trasporto
della corrispondenza. Il 6 maggio 1840 appare dunque il primo francobollo della
storia: è il "Penny Black", perché è nero (black) e vale un
"penny", non è dentellato (i francobolli vengono separati l'un
l'altro da un taglio di forbice) ed ha in filigrana una piccola corona: la
tiratura è dì 68.158.080 esemplari, raccolti in 283.992 fogli. In serie con
esso, viene emesso un altro francobollo, di due "pence", di valore
azzurro. Su entrambi i francobolli è raffigurata la Regina Vittoria. Coincidenze
singolari legano tra loro la nascita della fisarmonica, la nascita del
francobollo e l'apparizione dei primo francobollo con fisarmonica. Innanzi
tutto il giorno e il mese, 6 maggio: gli stessi per il primo francobollo e per
il brevetto di "accordion" depositato da Demian. Poi la nazione, la
Gran Bretagna: la stessa per il primo francobollo e per Sir Charles Wheatstone,
l'ideatore della "concertina” (sia Hill, l'ideatore dei francobollo, che
Wheatstone insigniti del "Sir"), infine, due furono i primi
francobolli emessi, cosi come due furono i francobolli sui quali comparve per
la prima volta, una fisarmonica. Il collezionismo filatelico nasce quasi
subito: a pochi mesi dalla comparsa del primo francobollo, il “Times” di Londra
pubblica un annuncio a pagamento con il quale un lettore chiedeva che gli
fossero inviati francobolli usati. Il
termine "filatelia" verrà però coniato molti anni più tardi, nel
1864, da M. Harbin sulla rivista "Le collectionneur de timbres‑poste".
Filatelia significa oggi "amico dei francobolli”, letteralmente
"amico della franchigia" (dal greco "filos” amico e “atèleia”
franchigia), franchigia è il porto pagato dal mittente con il francobollo. E’
un francobollo belga del 1943 a far sentire il. dramma della guerra nelle
famiglie, la fisarmonica è presente anche in questa occasione, come voce di
solidarietà per i prigionieri, ai quali è destinata la soprattassa collegata
all'emissione filatelica, la guerra finisce, e la Bulgaria nel 1948 emette un
francobollo che esprime il messaggio di serenità e di pace insito nella
fisarmonica: una ragazza canta alla vita, suonando questo popolare strumento,
la gioia per la fine della guerra è richiamata in due francobolli
cecoslovacchi, uno dei 1970 per ricordare il 25° anniversario della Liberazione
(tra l'altro, è questo l'unico francobollo ove la fisarmonica appare due volte
su un medesimo valore: vicino ad un ramo di fiori e suonata da un giovane su un
carro armato) e un altro, emesso cinque anni dopo, di dimensioni molto
maggiori, per ricordare il medesimo anniversario, ma nella 30° ricorrenza (1945‑1975):
sono scene di festa su entrambi i francobolli e su entrambi sono rappresentati
organetti a bottoni, ma sul secondo non si vedono carri armati, viene in mente
quanto scrisse Don Milani, il parroco di Barbiana di Vicchio di Mugello,
citando il fisico Premio Nobel Max Born, il 18 ottobre 1965: "Nella prima
guerra mondiale i morti furono il 5% civili e il 95% militari (si poteva anche
sostenere che i civili erano morti "incidentamente"). Nella seconda
48% civili e 52% militari (non si poteva più sostenere che i civili fossero morti
"incidentalmente"). In quella di Corea l'84% civili e 16% militari
(si può ormai sostenere che i militari muoiono incidentalmente e che le armi
attuali mirano direttamente ai civili e che si salveranno forse solo i
militari. La
Repubblica Dominicana usa un francobollo come mezzo di promozione turistica;
abbagliati, per cosi dire, da un caldo sole, paesaggi di mare, montagna e
città, e, sul 7c di Posta Aerea del 1978, gli strumenti musicali tipici dei
luogo: tra essi, i "palitos" (bastoncini), un tamburo, una chitarra e
una fisarmonica rossa, simboli di festa, gli stessi strumenti si trovano su un
francobollo del 1980 di uno Stato vicino, la Colombia, che ricorda ai turisti
il "Festival Vallenato". La
fisarmonica accompagna nella festa grandi e piccoli: i grandi, in costume da
clown; uno dei quali suona l'organetto, sono i protagonisti di un francobollo
emesso nel 1972 dalla Repubblica Federale di Germania per preannunciare il 150°
anniversario dei carnevale di Colonia (1823‑1973); i piccoli sono invece
i protagonisti mascherati, anche qui uno di essi suona l'organetto in un
francobollo dei Liechtenstein del 1983, emesso in serie con altri due. Dalla
festa profana più spensierata, alla festa religiosa più amata dell'anno: il
Natale. Le
canzoni per Natale della popolazione meticcia (indio‑spagnola) sono
tipiche dell'ex‑Honduras Britannico, ove strumenti e melodie europee,
spagnole soprattutto, sono entrate profondamente nel "corpus" musicale
indio: e così anche una fisarmonica accompagna i canti natalizi dei Belize,
nazione del Centro‑America, che nel 1975 ha emesso un francobollo (in una
serie di 4 valori) ove la fisarmonica, aperta a tutto mantice, pare essere
l'espressione musicale della grande gioia delle persone che si intravedono
sullo sfondo, vicino alle palme, nel medesimo anno, il 1975, la Repubblica
Dominicana esce con un francobollo che ricorda una consuetudine di questa
nazione: festeggiare il Natale con gruppi musicali che girano per le strade
annunciando di porta in porta la nascita di Gesù, tra gli strumenti, una
concertina quadrata, cioè la fisarmonica a bottoni, con tutta la scala
cromatica sotto le dita delle due mani, ideata (in forma ottagonale) nel 1829
dal fisico inglese Charles Wheatstone. Una
concertina, rotonda questa volta, fa parte di un trio d'eccezione, per un
Natale d'eccezione: nel 1981, il 10 novembre, Antigua e Barbuda, con Redonda,
isole del Mar delle Antille, ottengono l'indipendenza, nascono come stato sovrano
nell'ambito dei Commonwealth Britannico. Paperino, proprio lui, l'irascibile e
scansafatiche Donald Duck, il personaggio disneyano "nato" nel 1934 ‑
finalmente sorride e "lavora" suona una concertina, insieme con il
buon Pippo al contrabbasso, e il rooseveltiano Topolino al canto, un lampione
illumina il trio, tra fiocchi di neve e betulle spoglie, sul foglietto emesso
dall'isola di Redonda, ancora una concertina, ancora un Natale, e ancora
personaggi dei fumetti, un filone ove la fisarmonica è ben rappresentata: la
Walt Disney Productions presenta, attraverso altre isole delle Piccole Antille,
le Grenadine di Grenada, per il Natale 1983, i tre porcellini (Three LittIe
Pigs) e il grande Lupo cattivo (Big Bad Wolf), insieme, perché a Natale tutti
sono buoni, in un'orchestrina ove le campanelle sono il motivo dominante, ma
ove trova posto anche la concertina, suonata a tutto mantice da un allegro
Little Pig. L'equazione
concertina = Walt Disney-Natale-Antille è ancora protagonista del foglietto
emesso per il Natale 1980 dalle isole Turks e Caicos, colonia britannica con
autonomia interna: Geppetto suona a braccia spiegate una concertina, mentre
danza con Pinocchio, nel fotogramma tratto da una scena dei lungometraggio
disneyano realizzato nel 1940, a sessant'anni dalla prima edizione delle
"Avventure di Pinocchio", romanzo dello scrittore fiorentino Carlo
(Lorenzini) Collodi. La scena di Geppetto e di Pinocchio, pressoché identica,
fu ripresa sette anni più tardi dall'Amministrazione Postale di Grenada, su un foglietto
emesso in serie con altri cinque e con ben 54 altri valori raggruppati in mini‑serie
di 9, che illustravano sei favole conosciute in quasi tutto il mondo: Peter
Pan, Pinocchio, Cinderella, la bella addormentata nel bosco, Alice nel paese
delle meraviglie, Biancaneve e i sette nani. Ricorreva, nel 1987, il mezzo
secolo di vita dei primo grande film d'animazione a colori, "Biancaneve e
i sette nani": tre anni di lavorazione, seicento disegnatori e tecnici per
realizzare duecentomila "cartoons" sotto la direzione di Walt Disney,
oltre un milione di dollari il costo dell'opera. Una successo che dura
tutt'oggi. Con questo lungometraggio era iniziata nel 1937 l'era dei favolismo
per bambini mediante i films. Le
favole disegnate dalla Walt Disney Productions sono uno dei grandi filoni nei
quali si snoda (con alcune riserve) la storia postale della fisarmonica, nella
serie di 9 francobolli con foglietto emessa da Grenada per ricordare la favola
di Biancaneve, si trova, ancora la concertina: è suonata da Eolo, e fa parte
dell'orchestra di nani composta da piatti (Mammolo), tamburo (Cucciolo),
clarinetto (Pisolo), contrabbasso (Dotto), pianoforte (Brontolo), per la danza
di Biancaneve e dei suo "cavaliere" Gongolo. La
medesima orchestra del francobollo di Grenada 1987, se pure ridimensionata come
organico, la si ritrova su un altro francobollo dei medesimo Stato, emesso per
il Natale 1980 in una serie di 9 valori più foglietto: manca il pianoforte, ma
c'è ancora la concertina (suonata da Mammolo), con il flauto e il contrabbasso,
e Biancaneve che balla con Cucciolo, sorretto da un compagno per pareggiare la
statura della ragazza. Scoperta da Colombo nel 1498, situata nel gruppo delle
isole sopravvento del Mar delle Antille Grenada, insieme con le isole Grenadine
meridionali, è uno stato indipendente dal 1974 nell'ambito dei Commonwealth
britannico: su una superficie di 344 Kmq abitano circa 100.000 abitanti, per lo
più neri e meticci. Delle isole sottovento, invece, fa parte Redonda,
dipendenza disabitata di Antigua, un'isola scoperta da Colombo sempre nel 1498.
Sarà per la stessa "paternità", sarà perché le favole si raccontano
sia sopra che sotto‑vento, sarà perché le emissioni filateliche
"rendono" fior di soldoni, sta di fatto che anche Redonda, pur
disabitata, ricorda nel 1987 il 50° anniversario dell'arte dell'animazione,
utilizzando il medesimo monogramma di Grenada, con una serie di 4 valori e di
un foglietto, sul foglietto da 5 dollari caraibici, l'orchestra dei nani è al
completo: alla concertina Mammolo, al violino Gongolo, alla batteria Cucciolo,
al saxofono Pisolo, al contrabbasso Dotto e ai piatti Brontolo, e un direttore‑donna
d'eccezione, Biancaneve. Sulla busta "1° giorno", in un riquadro
sotto i riflettori, Cucciolo regge un "Oscar", una delle trenta
statuine vinte da Walt Disney. Sempre
nel campo della favolistica, con una ardita "commixtio" degna di
Apuleio, su un foglietto da 5 leu della Romania sono riuniti i fratelli Grimm,
profondi studiosi della "germanità" ma conosciuti in tutto il mondo
per la raccolta "Fiabe per bambini e famiglie", e alcuni personaggi
nati dalla matita di Walter Elias (detto Walt) Disney, il grande favolista
moderno (1901‑1966): un'orchestrina di tre paperi, con violino, flauto e
concertina, suona per il lettore‑filatelista e per tre galline lì riunite
nel cortile del fabbro, una favola sublime e infinita, come la fantasia
dell'uomo. E’ il 1985, duecentesimo anniversario della nascita di uno dei due
studiosi tedeschi, Jacob Grimm (il fratello Wilhelm nacque l'anno successivo,
il 1786). Completa l'emissione dei foglietto romeno una serie di cinque valori.
Sempre
per il 30° anniversario dì Disneyland, sotto il significativo titolo "è un
piccolo mondo" (It's a small world), Belize realizza nel 1985 una serie di
9 francobolli per scene di vita e costumi che richiamano vari paesi del mondo
(con bambini nei panni degli adulti): Canada, USA, Sudamerica, Africa,
Giappone, Europa Orientale, Egitto e Arabia Saudita, Belize, India ed Estremo
Oriente. E un foglietto raccoglie, come su uno schermo gigante, scene di altri
Paesi (Olanda, Brasile, Scozia, Hawaii, Francia), sempre con bambini in veste
di adulti, attorno al guardiano della torre di Londra che identifica il valore
del foglietto (4 dollari beliziani) e lo gíustifica come documento filatelico.
Ed è proprio nell'angolo francese dei foglietto che si vede la fisarmonica,
suonata da un "ragazzo" tra i simboli della vicina Nazione latina: la
torre Eiffel, due tavolini da boulevard, una ballerina di can‑can, un
lampione, così, finalmente; la fisarmonica compare come uno dei simboli di un
popolo: la Francia merita questo riconoscimento, perché il tipico suono
"musette" della fisarmonica richiama Parigi, i suoi musicisti
girovaghi (c'è sempre un fisarmonicista sul piazzale del Sacré‑Coeur a
Montmartre), i films di René Clair ("Per le vie di Parigi titolo italiano
de "14 juillet"), i balli d'inizio secolo (vedi il film
"Ballando Ballando"), la grandissima Edith Piaf (con la sua canzone
"L'accordéoniste"), la storia de "L'accordéon" (di Pierre
Monichon, edizioni Van de Velde/Payot, 1985, che già nel 1958 aveva scritto una
breve storia di questo strumento). E’ talmente un simbolo, che il pittore De La
Fresnaye inserisce la fisarmonica in un quadro intitolato "14 luglio"
(festa nazionale per i francesi): ovviamente riprodotto in francobollo, nella
prima serie di "quadri di Francia". La
crescita e la formazione, individuale e sociale, passa, per molti ragazzi,
attraverso l'esperienza "scout", il movimento dei giovani
esploratori, fondato da Robert Baden‑Powell in Inghilterra nel 1908, e
arricchito con il parallelo movimento delle "guide" (il ramo
femminile) nel 1912. La tematica scout in campo filatelico è assai vasta e
molto seguita. Non poteva mancare l'occasione di una fisarmonica al campo
scout, sia per le Guide (nella serie di quattro valori emessa da Dominica in
occasione dei 50° anniversario della fondazione del suo corpo ‑
192911979: una ragazza accompagna con una fisarmonica a piano il canto delle
amiche), sia per gli Scout (nella serie di sette valori emessa da Grenada per
ricordare il 14° jamboree mondiale dei 1975, in Norvegia): un ragazzo
accompagna il canto degli amici con una concertina di foggia ottagonale. E la
sera, attorno al fuoco, si canta, con chitarra, tamburo e fisarmonica questa,
la scena raffigurata sul valore da 75 bututs delle Poste di Gambia, Stato
dell'Africa nordoccidentale sull'Oceano Atlantico, che ha ricordato un altro
jamboree mondiale, quello in Australia dei 1987188, con quattro valori e un
foglietto emessi il 9 novembre 1987. E quando il "campo" finisce, ci
si saluta sulle note del "Valzer delle candele": "E' l'ora
dell'addio, fratelli: è l'ora di partir. Ma noi ci rivedremo un dì, ci
rivedremo ancor arrivederci, allor, fratelli! Arrivederci ancor..."
Antigua ha ricordato così, su un suo francobollo emesso in una serie di
quattro, il 50° anniversario della fondazione delle sue Guide, nel 1981. La
stessa serie nello stesso anno, appare sovrastampata "Barbuda",
l'isola sorella nel Mar delle Antille. La
festa di S. Giovanni (24 Giugno) o di mezza estate (solstizio d'estate, 21
giugno), le cui origini risalgono ad antichi riti agrari, e che è diffusa un
po' dovunque, è stata raffigurata nel francobollo emesso dalla Finlandia nel
1981 (due valori sul folklore): con falò, di notte, in riva al fiume, si balla
al suono di due violini e di una fisarmonica. Così è anche per il vicino Regno
di Svezia, che nel 1988 ha emesso una serie "setenant" (unita
insieme) di 10 francobolli, venduta in "carnet", con fiori, barche
inghirlandate, un vecchio battello decorato con serti di rami, corone di mirto,
gente che danza, un crepuscolo sul lago, due violinisti, un fisarmonicista. In
Svezia, la "notte di mezza estate" (midsommar) o di San Giovanni è la
maggiore solennità della stagione estiva, che inizia a quelle latitudini solo
alle fine di giugno, mentre nell'Europa continentale inizia in maggio: si
chiama, infatti, "albero di maggio" il simbolo attorno al quale la
gente si riunisce per la festa di San Giovanni. Dalarna è uno dei centri più
famosi per questa festa. Nella notte di mezza estate si danza fino al levar dei
sole: secondo antiche credenze comuni a molti popoli, accadono in quella notte
fatti straordinari. il folklore dei Sorabi (una popolazione che vive
attualmente tra la Sassonia e la Prussia, più comunemente nota con il nome di
"Serbi di Lusazia") è descritto in una serie di sei valori emessa
dalla Repubblica Democratica Tedesca nel 1982: sul valore da 20 p figurano
persone con costumi tradizionali e maschere, in corteo, accompagnate da una
fisarmonica. Un altro esempio giunge dal Transkei (Sud Africa) ove la
colonizzazione anglo‑olandese ha influenzato anche la comunità bantu. In
una serie di diciassette valori, emessa nel 1984, è rappresentata la vita nel
Transkei: sul valore da 6 c un giovane negro in costumi locali suona una
concertina esagonale di grandi dimensioni su uno sfondo di piccoli palmizi. Un
ultimo esempio La Romania conserva uno dei patrimoni più ricchi dei mondo in
fatto di musica e di danza, grazie anche all'opera di ricerca, raccolta e
conservazione compiuta da istituti specializzati e da studiosi. Tra gli
strumenti usati dai gruppi orchestrali, insieme con il violino e la
"cobsa" (un liuto con il manico corto), figura anche la fisarmonica,
come attesta il francobollo emesso, in serie con altri due, nel 1951 per la
settimana della musica romena, svoltasi dal 22 al 30 settembre: una
testimonianza dell'amore per la musica popolare e per la danza tradizionale, e
un richiamo per il turista. A
raccogliere idealmente tutti i francobolli folkloristici ora esemplificati,
soccorre il "carnet": il carnet, o libretto, è un raccoglitore di
francobolli di uso corrente e di valori diversi, venduto da una Amministrazione
Postale e utilizzato soprattutto laddove i francobolli si acquistano soltanto
presso gli uffici postali. Lo si tiene nel portafogli o a portata di mano, per
affrancare la normale corrispondenza, in vacanza o nei luoghi di residenza.
Ebbene, la Svizzera nel 1984 realizza un "carnet" del valore di 5
franchi, sulla cui copertina v'è un suonatore di organetto, nel tradizionale
costume elvetico. La
fisarmonica, se pure si identifica con il "folklore" come strumento
musicale, è stata utilizzata anche da grandi compositori in alcune loro opere:
nella "Suite" n° 2 in Do maggiore op. 53 (1883) dì Pĕtr ll'ic
Ciajkovskij, nell'ultimo atto della ''Fedora" (1898) di Umberto Giordano,
nel 2° atto dei "Wozzeck" (1921) di Alban Berg, nel balletto
"L'età dell'oro" (1929) di Dmitrij Dmitrevic Sostakovic, nella
"Cantata" op. 74 (1937) di Sergej Sergeevic Prokofiev, in
"Nenia" di Franco Alfano, nella "Suite" per fisarmonica e
orchestra di Darius Milhaud: tutti autori onorati con francobolli
commemorativi. Ma almeno due altri compositori italiani, ricordati in filatelia
da annulli postali in occasione di manifestazioni ad essi dedicate, meritano di
essere citati come Autori di brani originali per fisarmonica: Ettore Pozzoli
(1837‑1957) e Alessandro Casagrande ( 1922‑1964). E molti altri
prestigiosi compositori, italiani e stranieri, scomparsi o viventi se pure non
ricordati in annulli filatelici, dovrebbero essere menzionati: ma l'elenco
sarebbe veramente troppo lungo. Sia però consentito all'estensore di queste
note, per un debito di riconoscenza, citare il maestro Salvatore Di Gesualdo,
fisarmonicista e docente di composizione per la didattica al Conservatorio di
Firenze, che ha redatto la voce "Fisarmonica" per il "Dizionario
Enciclopedico Universale della Musica e dei Musicisti", edito dalla UTET
di Torino. In Italia, la fisarmonica è insegnata, come strumento complementare,
nel solo Conservatorio di Pesaro (maestro Sergio Scappini); ma all'estero, è
insegnata in prestigiose Scuole come uno dei vari strumenti dell'orchestra. In
effetti, si pensa comunemente ad una musica "classica" e ad una musica
"popolare", entrambe con proprie funzioni. Certo, ognuna ha una
propria funzione, ma non superiore o inferiore l'un l'altra: solo diversa. Non
è fuori luogo pensare ad una musica "totale", gradita ai vari livelli
di gusto e di cultura, per l'universalità della conoscenza: com'è, ad esempio,
inserire strumenti popolari in complessi classici e viceversa; o portare il
grande pubblico a conoscere la musica classica attraverso lo strumento popolare
e quello stesso pubblico a gustare un pezzo della musica popolare eseguito da
una orchestra classica; o riprendere, reinventandole, musiche e danze della
tradizione popolare, come in URSS (basti citare il complesso vocale‑strumentale‑danzante
"Piatnitzky" di Mosca e i complessi delle varie Repubbliche
sovietiche) con artisti di altissimo livello e la fisarmonica strumento
immancabile e insostituibile. Qualcosa già oggi si fa: troppo poco, però (manca
addirittura un complesso italiano tipo il “Piatnitzky", con la conseguenza
che ben raramente si conoscono i canti e le danze della tradizione popolare
italiana). Ma nella società post‑industriale, allorquando il tempo libero
sarà prevalente sul tempo dedicato al lavoro, v'è da augurarsi che questo
fenomeno accada con maggiore estensione. E comunque si potrebbe iniziare dalla
scuola stessa, dando importanza allo studio di uno strumento (qualsiasi
strumento, ricordando però che la fisarmonica fa parte della tradizione
culturale italiana) e allo studio delle "radici" popolari non solo
italiane ma, con l'integrazione europea, anche delle altre nazioni. Così come
v'è da augurarsi che su francobolli e annulli italiani figurino, un giorno, non
solo i "grandi" della musica classica, ma anche ì personaggi (perché
definirli "minori"?) e i brani della musica e della canzone popolare:
perché, allora, dopo la serie dei “castelli", non pensare ad una serie
"ordinaria" di musica folkloristica (20 francobolli, con 20
"pezzi", uno per Regione)? Un effetto buono lo si otterrebbe
comunque: si rallegrerebbe un po' l'ambiente, troppo serio, delle emissioni
italiane di francobolli. Il
tempo libero è un altro aspetto della vita moderna, personale e sociale, ove la
fisarmonica, così come altri strumenti, e come gli sport, gli hobbies, gli
svaghi, gli impegni sociali e politici, gioca un ruolo importante. E’ quanto
dimostrano i francobolli emessi dall'Ungheria nel 1951 (serie "piano
quinquennale", posta aerea), dalla Polonia nel 1952 (serie "congresso
dei giovani lavoratori a Varsavia"), dalla Bulgaria nel 1953 (serie
“folklore"), dalla Repubblica Democratica Tedesca nel 1953 ‑ 1954 ‑
1957 ‑ 1959 (serie "piano quinquennale"), ancora dalla
Repubblica Democratica Tedesca nel 1954 (serie “2° Congresso mondiale della
gioventù per la pace, l'unità, la libertà"), dalla Corea del Nord nel 1980
(serie “6° congresso dei Partito dei lavoro"). La
fisarmonica entra a far parte dei vari momenti della vita personale, sociale e
politica, ma potrebbe rivelarsi anche messaggio, o strumento
"politico", per una cultura di pace, se si leggessero in tale ottica
tre francobolli, uno emesso dalla Repubblica Popolare Cinese nel 1965 (nella
serie "Amicizia della gioventù cino‑giapponese"), un altro
emesso dalla Repubblica Democratica Tedesca nel 1964 nella serie "incontro
della gioventù a Berlino") ed un terzo emesso dalla Corea dei Nord nel
1979 (nella serie "Anno Internazionale dei bambino"). Il primo
rappresenta giovani sorridenti in festa, con mazzi di fiori nelle mani per
l'arrivo degli amici giapponesi (tra i due popoli v'erano pur state delle
guerre): una ragazza esegue alla fisarmonica un motivo certamente in sintonia
con il clima di festa, Il secondo presenta sulla sfondo la porta di Brandeburgo
a Berlino, simbolo oggi della divisione del mondo in blocchi, ma in primo piano
un giovane con la fisarmonica tra due ragazze sorridenti e un mazzo di fiori.
il terzo francobollo rappresenta il Presidente nord‑coreano Marsha Kim Il
Sung accolto da bambini in festa: anche in questa scena una fisarmonica,
suonata da una bambina, accompagna la visita dei Presidente. Tutto il contrario
di quanto avviene (la TV insegna) allorquando giunge un Capo di Stato straniero
in visita ad un Paese: picchetto di soldati in armi, tutti impettiti, con le
divise stirate a puntino, inni militari, facce serie, come se a casa nostra si
ricevessero gli ospiti con un fucile da caccia o con un coltello da cucina in
presentat'arm, la faccia compunta, ecc..., meglio sarebbe accogliere i capi di
Stato con un gruppo di belle figliole e di aitanti giovanotti, nei costumi
tradizionali e con un'orchestrina che suona prima di tutto una canzone
tradizionale del popolo il cui Rappresentante viene in visita al nostro Paese,
e poi una nostra canzone tradizionale (che so?) "Piemontesina",
"Reginella campagnola", variando ogni volta il pezzo (Santa Lucia
"Vola vola vola" ... )? Tra
gli impegni di un Capo di Stato figura sovente la visita ad un museo, sede del
patrimonio culturale di un popolo. Anche la fisarmonica è stata rappresentata
da grandi artisti e può ben figurare in una galleria d'arte: molte emissioni
filateliche (alcune già citate) hanno ripreso famosi dipinti. E di Pablo
Picasso (Malaga 1881 Mongins, Cannes, 1973) un'opera del 1911 intitolata 'Il
fisarmonicista" proposta su un francobollo della serie emessa dalle isole
Turks e Caicos nel 1981 in occasione dei centesimo anniversario della nascita
del pittore spagnolo, maestro del cubismo. E' di Roger de la Fresnaye (Le Mans
1885, Grasse, Provenza, 1925) un'opera cubista‑figurista intitolata
"14 luglio", festa nazionale francese, proposta dalla Francia su un
francobollo della serie emessa nel 1961 per onorare alcuni grandi pittori
moderni. E di Fernand Léger, pittore francese (1881‑1955), l'opera
intitolata “i tre musicisti" proposta da Kampuchèa (nome ufficiale della
Cambogia) nel 1985, per l'anno internazionale della musica insieme con altri
sei valori ed un foglietto: tutti quadri d'autore sui quali figurano strumenti
musicali. Sul valore da 1 riel vi sono un contrabbasso, una tuba e un
organetto. E' di Marc Chagall (1887‑1985), pittore d'origine russa,
francese d'adozione, l'opera "Il fisarmonicista nel becco", quadro
fantasioso (già il titolo è significativo) come d'altronde moltissime altre sue
opere, caratterizzate tutte da uno stile personalissimo, con molti riferimenti
al patrimonio folkloristico degli ebrei russi, cui il pittore ha sempre
affermato di ispirarsi. Il francobollo fa parte di una lunghissima serie di
riproduzioni di opere di Chagall su francobolli, emessi tra la fine del 1986
nel corso dei 1987 dalle isole Grenadine di Grenada per ricordare il centenario
di nascita dei pittore: 40 valori e 10 foglietti. E di Josef Capek (1887‑1945),
pittore cecoslovacco, e si trova nella Galleria Nazionale di Praga, l'opera
"il fisarmonicista" (1913), riprodotta sul francobollo da 4 corone
della serie di cinque valori dedicata ad opere d'arte di vari autori ed emessa
dalle Poste della Cecoslovacchia nel 1987. Appartengono all'espressione
popolare tre altre opere su cui appare la fisarmonica: "Festa
popolare" dei sovietico A. I. Vataguine dipinta nel 1934, rappresentata su
un francobollo emesso dall'URSS, nel 1976, in una serie che riprende alcune
opere ora nel museo di arti di Palek: un bassorilievo (omaggio a Brecht)
rappresentato su un trittico "se‑tenant" della Repubblica
Democratica Tedesca emesso nel 1974 per l'esposizione filatelica della
gioventù; un gruppo scultoreo rappresentato sul valore da 29 zI nella serie
della Polonia, stampata nel 1983, ma emessa nel 1984, con la rappresentazione
di strumenti musicali dei folklore polacco. Oltre al Museo di Castelfidardo,
due altri Musei della fisarmonica meritano di essere ricordati. Uno è a
Brugherio, in provincia di Milano, ed è stato curato con passione dal cav.
Fermo Galbiati, che ha raccolto oltre 250 "pezzi" storici di ogni
epoca e Paese, da una concertina originale di Wheatstone alle moderne
fisarmoniche per bambini. L'altro Museo, con oltre 450 fisarmoniche, migliaia
di fotografie, dischi, spartiti, si trova in Francia, a la Ravoire, in Savoia:
è stato messo insieme da un appassionato ricercatore, collezionista, e fisarmonicista
d'eccezione, il sig. Jean Francois Perret.
Altre fisarmoniche storiche si trovano in vari Musei (Roma, Savio
in provincia di Ravenna, Vienna, Zwota vicino Klingenthal, ... ) o in aziende
fisarmonicistiche (Dallapè a Stradella), o presso privati (Erio Tripodi, a
Vallecrosia). Sono
trascorsi 126 anni dal leggendario passaggio per Castelfidardo del viandante
tedesco, pellegrino a Loreto, alla casa di Maria di Nazareth: tornato sano e
salvo in patria, dopo aver combattuto con le truppe pontificie contro
l'esercito piemontese a Castelfidardo (18 settembre 1860), l'ex‑soldato
assolveva il voto per la grazia ricevuta. Il diciannovenne Paolo Soprani senti
"I'accordion" che il leggendario pellegrino aveva portato con sé,
forse per pagarsi le spese di viaggio rallegrando la gente con semplici melodie
e accompagnando i balli della sera sull'aia ove si fermava ospite per la notte,
e certo per cantare alla Vergine di Loreto il suo inno di ringraziamento.
Leggenda o realtà, poco importa (d'altronde, se le leggende non si
raccontassero, che leggende sarebbero?). Dal 1863 con l'organetto di Soprani
inizia una "via italiana" alla fisarmonica, che ha portato
determinanti innovazioni tecniche allo strumento e prestigiosi riconoscimenti
in campo internazionale. Solo
un chiudilettera, realizzato dalla Camera di Commercio Industria Artigianato ed
Agricoltura di Ancona, ha ricordato nel 1963 il centenario della nascita della
prima industria italiana di organetti! Una iniziativa locale che esalta le
Marche e la sua gente, ma che non poteva essere usata come messaggio postale
ufficiale dell'Italia. Queste
righe, redatte a mo' di dòmino (il gioco ove un numero richiama l'altro) e di
litania (per la ripetizione costante dei riferimenti storici sulle varie
emissioni filateliche), con alcuni richiami geografici (per inquadrare anche
visivamente l'angolo di mondo che ha ideato l'emissione dei francobolli), e con
qualche commento personale qua e là (per alleggerire la monotonia della
trattazione tecnica), ebbene queste righe sono state concepite semplicemente
per dare modo a tutti, bambini e adulti, di avvicinarsi alla fisarmonica sui
francobolli, per appassionarsi agli uni e per amare l'altra. a
queste righe non sarebbero mai state scritte, né l'esposizione realizzata, se
il loro curatore non avesse conosciuto Beniamino Bugiolacchi (Castelfidardo),
Vincenzo Canali (Castelfidardo), Ilio Gasparri (Livorno), Valeriano Genovese
(Eraclea), Joseph Michenaud (Bailleul, Francia), Hans Van Gelder (Velp,
Olanda), ai quali va, per il loro prezioso aiuto, un sentito ringraziamento,
esteso, naturalmente, alla mia consorte, Aurelia Ferraro, per la costante e
silenziosa pazienza, all'amabile lettore, che vorrà perdonare errori e
imperfezioni, al catalogo filatelico "Yvert et Tellier" (Amiens,
Paris, Francia) e al "Répertoire thématique des timbres sur la musique et
la danse" di Guy‑Pierre Gerlinger (Paris, Francia), fedeli compagni
di viaggio. I francobolli sono i "mass media" più letti del mondo: su
essi viene raccontata, per immagini, la storia di popoli e culture. La
fisarmonica, per parte sua, ha unito, e continua a legare, con un filo
misterioso e impalpabile, personaggi celebri e sconosciuti, avvenimenti
semplici e importanti, fatti personali e collettivi, eventi lieti e tristi
dimostrando di essere veramente uno strumento per tutte le occasioni. Asti (per Castelfidardo), 14 agosto 1989 Articolo ripreso integralmente dal sito : http://digilander.libero.it/astifilatelica/ACCORDION.htm I prossimi eventi nella città di Lanciano, Abruzzo
(Ch) IV Astor Piazzolla Music Festival II International Competition
“LIBERTANGO” October 7-9 , 2008, Lanciano, Italy Associazione
Gruppo Tradizioni Popolari, via per Fossacesia, 130 - 66034 Lanciano (Ch) -
ITALIA http: / www. libertango.org.ru / E-mail: cesaremagnum@hotmail.com, L’Associazione
Gruppo Tradizioni Popolari of town Lanciano (Italy) organise VIII
International Competition for Accordionists Variété and Classic Friday, Saturday 3-4 october 2008 h.
9 auditions Saturday, 4 october h. 19 winner’s exhibition Per informazioni rivolgersi a: Associazione Gruppo
Tradizioni Popolari, via per Fossacesia, 130 - 66034 Lanciano (Ch) – ITALIA email to:
cesaremagnum@hotmail.com fax to: +390872716227 or
+390854463301 L’Intervista Intervista
al M° Giancarlo Caporilli di Donato Di Tullio
Il Fisarmonicista per tutti: nessun’altra definizione potrebbe essere più appropriata di questa per descrivere un grande artista italiano come il M° Giancarlo Caporilli, conosciuto nei più noti ambienti musicali internazionali non solo per la sua musica, ma anche per la sua capacità di capire, attraverso un semplice sguardo, cosa desidera ascoltare il suo pubblico. Basta essere presenti anche solo per pochi minuti ad un suo concerto per rendersi conto di questa verità. Il M° Caporilli infatti, che ha iniziato a studiare musica quando aveva solo quattro anni, ha un repertorio talmente vasto che può spaziare in ogni genere musicale : classico, lirico, sinfonico, liturgico, leggero, pop, jazz. Io stesso sono stato testimone recentemente di una esibizione avvenuta per caso in cui il Maestro ha suonato passando, con estrema disinvoltura, da brani dei Pooh, I Cugini di Campagna, Baglioni, Battisti alle più note canzoni napoletane fino ad arrivare a brani di musica classica come la Sinfonia del Barbiere di Siviglia o anche a brani di virtuosismo fisarmonicistico come Il Carnevale di Venezia di Pietro Frosini. Un’altra cosa che fa del M° Caporilli “il fisarmonicista per tutti” è la sua grande disponibilità nei confronti di tutti, specialmente per quanto riguarda l’incoraggiamento e l’aiuto concreto che è disposto a dare a chi sta iniziando. Ultimamente poi ho avuto la possibilità di trascorrere due splendide giornate insieme a lui durante le quali abbiamo suonato insieme e ho avuto modo anche di vedere quanto apprezza la buona cucina. Sono rimasto molto colpito quando mi ha invitato a provare la sua fisarmonica. Ho sempre pensato infatti che i grandi artisti fossero gelosi dei propri strumenti, ma quando si ha a che fare con il M° Caporilli viene sempre fuori la sua generosità e disponibilità a condividere, talvolta fino al punto di privarsi del tutto di cari ricordi per farne dono ad altri come il sottoscritto. INTERVISTA Maestro,
ho letto che lei ha iniziato a studiare musica all’età di soli 4 anni. Ma
quando è nata in lei la passione vera per la musica e in particolare per la
fisarmonica ? E’ iniziata subito, voglio dire già all’età di 4 anni, oppure si
è sviluppata nel tempo ? No,
non è nata subito. Io ero un bambino come tutti gli altri e quindi pensavo
soprattutto a giocare. Mio padre invece, che aveva imparato a suonare la
chitarra da autodidatta, ci teneva molto a farmi studiare musica e così, in
occasione della befana, pensò di regalarmi uno strumento diverso dal suo.
All’epoca andava molto di moda la fisarmonica e perciò mi regalò una otto bassi
sulla quale era scritto “cucciolo”, forse in riferimento al modello della
fisarmonica o alla sua marca. Per vedermi alla loro altezza i miei genitori
misero sul loro letto matrimoniale una di quelle tavole che ancora oggi qualche
massaia usa per fare la pasta in casa. Su questa tavola sistemarono anche una
sediolina dove mi fecero sedere con la fisarmonica e mi dissero di provare a
suonare qualcosa. Così, utilizzando il solo dito indice, cominciai ad accennare
le prime note della famosissima canzone “Luna Rossa”. Ancora oggi non capisco
come io possa esserci riuscito visto che non avevo mai toccato uno strumento
musicale, comunque è andata. Questi però erano solo i primi esperimenti, mentre
la passione venne un po’ più tardi. Nel 1954 mio padre mi portò a prendere un
gelato in un famosissimo bar di Roma. In questo bar si esibiva all’aperto una
piccola orchestra alla quale mio padre decise di chiedere se qualche volta
avrebbero fatto suonare anche me per i clienti del bar. I ragazzi del gruppo
dissero che non ci sarebbe stato nessun problema, così qualche tempo dopo ebbi
la possibilità di fare la mia prima esibizione pubblica fra gli applausi dei
presenti e mio padre che aveva gli occhi lucidi dall’emozione. In
questo momento sentii che mi stavo innamorando della musica e della
fisarmonica, soprattutto perché mi sentivo appagato dall’apprezzamento del
pubblico che fino ad allora erano stati solo i miei genitori, i miei nonni e i
miei cuginetti. Che
cos’è per lei la musica maestro ? Ce ne vuol dare una definizione ? La
musica è una espressione dell’anima. Non importa quindi se chi la fa abbia o
meno una cultura musicale. L’importante è che quello che riesce a tirare fuori
da uno strumento musicale o semplicemente dalla sua voce sia l’espressione dei
suoi sentimenti. Immagino
che in tutti gli anni della sua favolosa carriera lei abbia avuto la
possibilità di suonare diverse fisarmoniche. Ci direbbe quante fisarmoniche ha
suonato e quali ? La
prima era la 8 bassi di cui ho già parlato, la fisarmonichina con la scritta
“cucciolo”. Poi vennero una Settimio Soprani Rossa a 24 bassi e una Paolo
Soprani a 120 bassi ridotta. Successivamente arrivò la Polifonico XIV della
Scandalli acquistata con grandi sacrifici dal mio papà al quale nell’occasione
regalarono un bel pacco di cambiali che lo tennero impegnato per circa venti
minuti di firma. Ho avuto poi anche una Sopravox, la prima fisarmonica
elettronica prodotta dalla Paolo Soprani, una Giulietti Cromatica, una
Scandalli Super VI a bassi sciolti per quinte acquistata dalla moglie del mio
vecchio maestro, la famosissima Elkavox 83 elettronica, una Bach HI della
Fisart e l’attuale Vignoni SE. Le conservo ancora quasi tutte. So
che lei ha conosciuto bene il M° Wolmer Beltrami ormai scomparso purtroppo. Che
ricordo conserva di lui ? Di
Wolmer conservo dei cari ricordi, ma voglio prima menzionare un episodio che mi
ha toccato profondamente e che non potrò mai cancellare dalla mia mente.
Praticamente fui io, insieme ad un mio caro amico e collega, il M° Vincenzo
Galassetti di Roma, a scoprire che Wolmer era morto. Un giorno Vincenzo mi
telefonò preoccupatissimo perché non riusciva in nessun modo a contattare
Wolmer. Aveva provato a chiamarlo al telefono diverse volte, ma non rispondeva.
Alla sua preoccupazione si aggiunse quindi anche la mia perché Wolmer viveva da
solo a Cerveteri e le sue condizioni di salute negli ultimi anni erano tali che
non era solito uscire. Provai anch’io a chiamarlo, ma Wolmer continuava a non
rispondere, così il giorno seguente passai a prendere Vincenzo e ci recammo a
casa sua per capire cosa stava succedendo. Beltrami abitava al secondo piano di
un palazzo e una volta arrivati da lui cominciammo a suonare il campanello del
portone del pian terreno, ma senza alcun esito. Provammo più volte a chiamarlo
dalla strada e anche a tirare sassolini alla finestra della sua camera da
letto, ma ancora nessuna risposta. Attendemmo allora che qualcuno uscisse dal
portone per poter entrare nel palazzo, così finalmente riuscimmo ad arrivare
alla porta del suo appartamento. Sentivamo il rumore del televisore acceso, così
provammo ancora a suonare e a bussare con insistenza e anche con un certo
vigore, ma Wolmer non rispondeva. A questo punto abbiamo deciso di chiamare i
carabinieri che vennero quasi subito sul posto. Dopo un po’ di domande per
sapere chi eravamo e perché volevamo vedere a tutti i costi Wolmer, i
carabinieri capirono finalmente che era il caso di preoccuparsi davvero.
Chiamarono così i Vigili del Fuoco che mediante una scala riuscirono ad
arrivare alla finestra della camera da letto di Wolmer. Il vigile mentre era
ancora sulla scala ci fece capire che Wolmer era morto. Si trovava nel suo
letto con il televisore ancora acceso … Tra
le cose belle invece ricordo una circostanza in cui Wolmer tenne un concerto in
un noto ristorante di Velletri. Al termine una persona del pubblico lo avvicinò
e gli disse:”Maestro, mi complimento con lei per quello che ha fatto, però mi
sarebbe piaciuto che avesse suonato anche la Celebre Mazurka Variata di
Migliavacca”. Wolmer allora, anziché dimostrarsi contrariato per la cosa, con
grandissima umiltà, gli rispose :”Ha ragione, il prossimo anno se sarò ancora
qui a suonare, la metterò in repertorio e la dedicherò a lei”. Questo
era Wolmer Beltrami: oltre ad essere un grande artista era anche un uomo dalle
qualità straordinarie. Maestro,
è nota a tutti la sua intensa attività compositiva. Al suo attivo infatti ci
sono circa 300 brani, senza contare le varie trascrizioni di musiche di altri
autori. A quale delle sue composizioni si sente maggiormente legato e perché ? Un
po’ a tutti credo, perché in ognuno di essi c’è un pezzo del mio cuore, però
ricordo che Tormentango mi coinvolse in modo particolare. Lo scrissi subito
dopo la morte di Astor Piazzola. La cosa mi colpì profondamente e pensando a
lui mi venne in mente questo motivo.
Ci
racconta qualche aneddoto legato alla sua attività di musicista ? Racconto
un episodio curioso. Tenni un concerto a Riofreddo con la Sopravox Elettronica
e ad un certo punto, mentre suonavo, vedevo un signore che si faceva largo fra
il numeroso pubblico dirigendosi verso il palco dove mi trovavo io. Arrivato
proprio sotto il palco cominciò a urlare contro di me dicendo :”Fermo, fermo !
Lei sta truffando la gente e fa solo finta di suonare ! Non sta suonando lei,
ma c’è qualcosa nascosta da qualche parte che suona al posto suo !”
Evidentemente non aveva mai visto una fisarmonica elettronica e non sapeva che
anche quella va suonata come tutte le altre. Nel mentre urlava andava su e giù
davanti al palco e ci guardava anche sotto in cerca di non si sa cosa. Allora decisi di staccare tutti i cavi della
parte elettronica, scesi dal palco andando vicino a lui e gli chiesi cosa
voleva che suonassi. Lui allora mi disse:”Ma cosa vuole suonare lei senza i
cavi attaccati ! Domani darò la notizia al mio giornale così sapranno tutti che
è un truffatore.” Allora cominciai a suonare e lui dovette riconoscere,
scusandosi davanti al pubblico che nel frattempo se la rideva, che in realtà
non esisteva nessun congegno elettronico a suonare al posto mio. Maestro,
lei viene spesso chiamato a far parte della giuria in vari concorsi
fisarmonicistici. Ha mai trovato qualche giovane fisarmonicista che potrebbe
diventare il Caporilli del futuro, sia per quanto riguarda il modo di suonare
che per quanto concerne l’attività compositiva ? Di
giovani bravissimi ne ho conosciuti tanti e credo che non hanno alcun bisogno
di diventare il Caporilli del futuro, perché di sicuro faranno molto meglio di
me. L’unica cosa che faccio quando incontro questi bravi musicisti è quella di
consigliarli dicendo loro di non limitarsi a suonare un solo genere musicale,
ma di suonare un po’ di tutto, soprattutto quello che piace alla gente. Se
lei fosse al mio posto quale domanda farebbe al M° Caporilli e come si
risponderebbe ? Probabilmente
mi domanderei se ho qualche rimpianto e risponderei :”Assolutamente no, rifarei
tutto quello che ho fatto. Forse avrei gradito in qualche occasione essere al
posto giusto nel momento giusto avendo qualche opportunità che forse è mancata.
Comunque ho ancora tanta strada da fare, spero …, e quindi quello che non è
accaduto prima potrebbe accadere nel prossimo futuro.” Facciamo
un gioco che mi piace fare un po’ con tutti: se lei fosse il ministro della
musica quali sono tre cose che farebbe ? Tre
cose sono un po’ troppe da poterci pensare in questo istante, comunque almeno
una la dico : renderei obbligatorio in tutte le scuole lo studio di uno
strumento musicale in maniera seria e soprattutto renderei obbligatorio anche
lo studio della storia della musica, a cominciare dalla prima infanzia. Maestro,
un’ultima domanda: quali sono i suoi prossimi impegni artistici ? Ci vuole dare
qualche anticipazione ? Ho
in programma alcuni concerti in alcune scuole pubbliche e poi terrò anche un
concerto per conto del Ministero dell’Aeronautica. Successivamente farò delle
escursioni all’estero (Olanda, Inghilterra, Scozia, Canada). Maestro
Caporilli, la ringrazio tantissimo per il tempo che ha voluto dedicare al
nostro portale. E’ stato un piacere. Apprezzo moltissimo tutte le iniziative volte a diffondere ancora di più l’amore per un meraviglioso strumento come la fisarmonica. TEMPO DI RESTYLING Ecco
un’anteprima di come si presenteranno a breve alcuni siti famosissimi della
rete :
La GDE Edizioni Musicali
di Vincenzo Farina opera da moltissimi anni ormai come edizione specializzata
principalmente nell’ambito della Musica da Ballo e altri generi musicali come
Liscio, Latino Americano, Disco ecc … L’attuale sito conta migliaia di iscritti
che ogni giorno scaricano gratuitamente la musica dalle numerosissime
produzioni realizzate nel corso degli anni. Se non siete ancora iscritti al
portale delle Edizioni GDE fatelo subito e scaricate in libertà tutta la musica
che desiderate sotto forma di Spartiti, Midifile e Basi Audio in formato MP3.
La Barvin Edizioni
Musicali di Vincenzo Barbalarga (attuale presidente dell’ACEP) può vantare la
collaborazione con alcuni dei più grandi artisti del mondo per quanto concerne
Musica Leggera, Musica Classica e Jazz. Presto sarà on line il nuovo sito dove
si potranno acquistare CD e Spartiti delle più prestigiose produzioni musicali.
Anche la Barvin metterà a disposizione degli utenti che si registreranno tanto
materiale scaricabile gratuitamente. http://www.casadellorganetto.it
La Casa dell’Organetto di
Mauro Ciarcelluti significa ormai da diversi anni Edizioni Musicali, Etichetta
Discografica e Produzione di Organetti. Presto sarà on line il nuovo sito dove
avrete la possibilità di scaricare tanta musica gratuitamente e anche di
ammirare i fantastici e caratteristici organetti d’Abruzzo. http://www.vignoniaccordions.net
La Vignoni Accordions di
Giancarlo Vignoni, una delle aziende di Castelfidardo più prestigiose del mondo
nell’ambito della produzione di fisarmoniche professionali nei prossimi giorni
vedrà on line il suo nuovo sito attraverso il quale sarà possibile ammirare i
tanti modelli di fisarmoniche a catalogo e fare anche una breve visita della
fabbrica. L’ANGOLO DELLA POESIA Fisarmonica Galeotta (scritta
dall’amico Fosco dell’International Accordion Forum) Stiamo qui sulla spiaggia IL COMPOSITORE ANDREA
VEZZOLI SI RACCONTA
Se
vi è un’arte che più di ogni altra caratterizza la vita di ognuno di noi quella
è sicuramente la musica. Ogni
momento della nostra vita può essere accompagnato dalla musica, sia
volontariamente che involontariamente : andiamo a fare una passeggiata nel
bosco ed ecco il canto degli uccelli,
suona il cellulare ed ecco altra musica, accendiamo Il televisore ed ecco la
colonna sonora di un film… E'
da questa breve riflessione che parto per cercare di spiegarvi (per quel poco
che si può spiegare) perché ho deciso di dedicarmi alla composizione. Difficile
spiegare com’è nata la mia passione per la musica. Forse la “primavera” di
Vivaldi ascoltata a scuola in seconda elementare o forse la “pianola”
regalatami in quarta elementare dai miei o forse perché doveva essere così. L'unica
cosa certa è che da sempre ad ogni brano musicale ascoltato automaticamente
associo un luogo o un paesaggio. Ascoltando “il valzer dell’amicizia” di
Casadei mi venivano in mente le colline
vicino a casa mia, ascoltando i valzer musette mi venivano in mente paesaggi
notturni. Poi
ad un certo punto, dopo aver preso lezioni di pianoforte dalla Prof. Mara
Buzzoni e aver iniziato ad accostarmi al liscio, mi sono chiesto se potevo fare
il contrario, cioè da un luogo o un paesaggio prendere spunto per scrivere
musica. La
mia prima composizione è stata un valzer intitolato “fantasia gardesana di
collina” e poi una colonna sonora scritta per un film realizzato in seconda
media. Ma
il vero inizio come compositore lo devo al valzer lento “in una favola” e ad “oasi di pace” (2001). Scrivendo questi 2 brani ho capito
che avrei voluto fare il compositore per il resto della mia vita. Altra
tappa fondamentale è stata la composizione del jazz-Waltz (2003) “fantomatique” che proprio
recentemente ho finito di rielaborare per quartetto d’archi. Questo è stato il
mio primo esperimento jazz, cosa che mi ha consentito di innamorarmi di questo
genere musicale. Il
brano “danza del tramonto” (ispirato ad un tramonto invernale) segna il mio
avvicinamento anche alla musica etnica. In questa tarantella come anche nella
polka “alla cinese” e “celtic waltz” ho utilizzato, su un contesto armonico
semplice, la scala pentatonica comune alla musica celtica e orientale. Nel
frattempo inizio a suonare come tastierista in diversi gruppi di liscio : “i
fantomatici” ( che devo ringraziare per avermi introdotto nel liscio) , “i
sombreros”, “trio cantina” e “i soliti noti”. Questa esperienza mi è stata
molto utile per la composizione di alcuni brani ballabili pubblicati dalle IMG
edizioni musicali. Il
valzer musette “i colori della notte” è quello a cui sono più affezionato per
essere riuscito a conciliare la ballabilità del brano con l’utilizzo di armonie
raffinate. E' su questa strada che proseguo tutt'ora nel campo della musica da
ballo collaborando con artisti quali Fiorenzo Tassinari, Michlangelo Topo,
Gennaro Ruffolo ,Emanuele Polizzi, Walter Giannarelli e Wiliam Isabel. Parallelamente
a questo inizio ho avuto la possibilità di studiare composizione con il Maestro
Andrea Rosa, imparando così ad usare l’armonia ed il contrappunto e soprattutto
l’importanza della forma e della
coerenza dello stile. Da
questo studio nascono brani come “saltarello” per quartetto di fiati eseguito e
prossimamente inciso (insieme alla suite “echi e colori del bosco” ) dal
quartetto "The Bass Quartet", “Miniatura musicale” per quintetto
d’archi eseguita dal gruppo "Convivio" e “canone politonale”. Facendo
parte come clarinettista della banda del mio paese (Corte Franca) mi è stato
chiesto di scrivere 2 pezzi ballabili. Nascono così il valzer musette per banda
“musette in Franciacorta” e la mazurka “balla con la banda”. Mi
diverte tantissimo affrontare stili diversi nelle mie composizioni quasi sempre
ispirate a luoghi e paesaggi che ho visitato. Credo che ogni luogo abbia la sua
musica : esistono luoghi jazz, luoghi classici, luoghi popolari ... e ogni
luogo mi ispira musica diversa a seconda della stagione e del momento della
giornata. Può capitare che più generi musicali convivano nello stesso brano. L’arte
del compositore a mio avviso consiste nel riuscire a dare senso compiuto
all’ispirazione del momento attraverso la conoscenza delle tecniche compositive
e dell’armonia e soprattutto della storia della musica. Se volete conoscere la musica di Andrea
Vezzoli potrete trovarla direttamente nel suo sito : http://www.andreavezzoli.netsons.org/ |